Report :Birmania – I monaci e gli inutili sovrappassi

Fotografie e testo di Luca Forno ( A.I.R.F.) La Mostra ha lasciato Roma l’ 8 gennaio e resterà a Genova fino al 31/1/’08 – prossima tappa Bologna.

A fine agosto nel Myanmar la situazione era apparentemente tranquilla.
Certo si vedevano molti militari in giro e avvertivi che le limitazioni personali erano evidenti: una strada che dovevo percorrere per andare verso il confine con la Thailandia era vietata alle macchina private e così abbiamo impiegato 10 ore per fare lo stesso tragitto in barca.

I monaci, li incontravi a tutte le ore del giorno per le strade, ai mercati, sulle panchine in attesa degli autobus o all’interno dei templi. Eleganti macchie rosse dal passo spedito fra la gente comune. Da soli o in piccoli gruppi, assorti o sorridenti, con la ciotola di lacca nera per le offerte di riso in mano, la tunica svolazzante e i piedi scalzi.

Una cosa strana mi aveva detto Chwo – Chwo, il mio driver terrorizzato che mi venisse in mente di fotografare qualche militare, ma in quel momento non la avevo ben compresa.

A Yangoon mi accorsi che c’erano moltissimi sovrappassi ma nessuno li usava per attraversare le strade. Il traffico urbano, caotico e disordinato, era simile a quello di tutte le metropoli orientali.
Mi disse che erano stati costruiti dopo la presa del potere dei militari per avere il controllo, dall’alto, delle strade in caso di manifestazioni e così nessuno li utilizzava per il loro scopo.
Ora capisco perché.


report image


report image


report image


report image


report image


report image


report image


report image


report image


report image

report image

report image

report image

report image

report image

report image

report image

report image

Lascia un commento su "Report :Birmania – I monaci e gli inutili sovrappassi"

Commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato


*