Da Assisi a Pozzuoli continua il viaggio di Dante attraverso la reinterpretazione dell’Inferno dantesco di Raffaele Ariante e la lectio magistralis di Maurizio Clementi.

Raffaele Ariante, pittore puteolano, ma residente in Assisi, con la sua reinterpretazione dell’Inferno dantesco ci riporta al viaggio di Dante, facendoci fantasticare con le sue trentatré opere su carta. Le opere hanno viaggiato in diverse città fino ad oggi è tra queste ricordiamo le esposizioni più significative come a Boston, Venezia e in Assisi nel Chiostro Sisto IV della Basilica di San Francesco. Quest’anno è il settecentenario della morte di Dante Alighieri e l’A.P.S. Jazz and Conversation di Pozzuoli, ha organizzato per mercoledì  8 settembre 2021 al Tempio di Nettuno alle ore 19.00, una interessante manifestazione che si inserisce nel fitto calendario degli eventi che celebrano, in tutto il nostro paese, la figura del grande poeta. Una densa lezione basata sul confronto fra l’Eneide e la Divina Commedia a cura del prof. Maurizio Clementi, noto dantista, basandosi sulla lezione del grande Bruno Nardi, e sui risultati della critica statunitense, ritroverà nel poema dantesco alcuni dei lasciti della grande tradizione pitagorica che, attraverso Platone, e poi Macrobio e Cicerone, non ha mai effettivamente abbandonato l’Occidente, e che Dante non poteva ignorare, anzi che Dante neppure mette in dubbio. Il risultato, al di là della fedeltà dantesca al dettato religioso, e al di là del suo più o meno ortodosso aristotelismo, è il lavoro di un poeta fedele in primo luogo alla propria ispirazione alla propria missione divina in quanto poetica. La lectio magistralis sarà  arricchita dalle immagini, in stampa e videoproiezione,  di Raffaele Ariante che contribuiranno a donare ai presenti altre ed importanti sfaccettature dall’Inferno dantesco. “Ho colorato l’Inferno di Dante sulle stampe del Dorè”, ci dice Ariante, “non per alleggerire le pene di chi male si è comportato in vita, ma per dare ulteriore risalto a quanto colore si perde, quanta vita si perde facendo del male all’Altro”.

Raffaele Ariante

 

 

 

 

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